Lanciamo Cubase e apriamo un nuovo documento (o
file, come preferite).
Per comodità, teniamo solo una traccia nel nostro file.
Dalla casella "C" scegliamo Mixer Track.La tabella "C"
dovrebbe apparire così:
![]()
Facciamo un doppio click all'interno dei 2 Locator (Left & Right).
Abbiamo così creato una parte, nella quale imposteremo il controller MIDI.
Apriamo la parte e cominciamo a creare il nostro controller.
Clicca sull'immagine per una visione
più dettagliata.
Se la pagina che ci si presenta non è vuota, selezioniamo tutto e
cancelliamo.
Scegliendo lo strumento che vedete annerito in figura, potremo cominciare a
costruire il nostro controller.
Clicchiamo in un punto qualsiasi della schermata e ci apparirà una finestra che
dovrebbe essere grossomodo così:
Clicca sull'immagine per una visione
più dettagliata.
A questo punto, se sappiamo il n° di controllo MIDI che vogliamo utilizzare
come pilota, selezioniamo la casella "Modulation" in figura, e
digitiamo il n°.
Se non conosciamo il n", niente paura: Cubase ci viene incontro.
Smanettare con il controllo e cliccare sulla casella "Learn", ed ecco
come per incanto che Cubase ci dirà che tipo di controller stiamo utilizzando.
Non ci resta che inserire i dati nella casella "Ext Controller".
Prendiamo la buona abitudine di nominare il tipo di azione che avrà il
controller che stiamo creando.
Questo lo si fa nella casella "UNTITLED" in figura, nella parte
"Object Appearance".
Quì possiamo scegliere il tipo di slider che avremo: verticale, orrizzontale, a
manopola, ecc.
Per scegliere cosa dovrà controllare il nostro slider, lo possiamo fare
cliccando sulla casella "extra" in figura.
Apparirà questo box:
Clicca sull'immagine per una visione
più dettagliata.
Per chi mastica un pò di MIDI, capirà che sono tutti i 128 controlli della
mappatura MIDI.
Non contateli, sarebbe tempo sprecato.
L'ordine va da sinistra a destra, infatti abbiamo:
BankSel.MSB (controller n°0), Modulation (controller n°1), BreathCtrl
(controller n°2), ecc.
Scegliamo il Volume (MainVolume--controller n°7).
Ecco come si presenterà la videata
Clicca sull'immagine per una visione
più dettagliata.
Diamo l'OK, e ecco il nostro controller bello e pronto.

Se provate a smanettare con il controllo pilota, non vedremo nessun effetto.
Come mai? ma allora ho parlato a vanvera fino ad ora!!
Niente affatto!! Selezionando lo slider appena creato, bisogna scegliere
"MIDI to Select" dal menu "option" del MIDI Mixer ...non
quello di Cubase!! (vedi figura).
Clicca sull'immagine per una visione
più dettagliata.
Bisognerà chiaramente disinserire l'effetto Modulation sull'expander
"slave", cioé quello che suonerà.
Per chi non è riuscito a costruirsi il controllo, eccolo pronto da
scaricare.
Lezione 2:
alcuni piccoli suggerimenti.
Eccoci al secondo appuntamento del corso intensivo di Cubase, il magnifico
programma della Steinberg.
Questa volta voglio affrontare 5 argomenti che, nel corso degli ultimi
anni, molti mi hanno chiesto.
In termini puramente tecnici, si potrebbero definire come piccoli
"tips&tricks".
Molti si "inceppano" davanti a questi piccoli problemi che, sempre in
termine tecnico, potremmo definire "cazzate".
I tre punti critici sono:
1. impossibilità di trasmettere messaggi di sistema esclusivo
2. incompatibilità sulla mappatura delle batterie
3. ripetizione di parti ed edit generale
4. scomodità di lavoro con il mouse e la tastiera del computer
5. creare un effetto delay per improvvisazioni live
Vi suonano famigliari? avete problemi su qualche punto da me fissato?
No problem!! Tra un pò non avrete più motivi per soffrire.
Siete pronti? Bene, allora cominciamo.
Lanciamo Cubase e apriamo un nuovo documento (o file, come preferite).
Per comodità, teniamo solo una traccia nel nostro file.
1. Impossibilità di trasmettere messaggi si sistema esclusivo
Questo è il punto in cui tendono a "cadere" un pò tutti.
Dunque......
Come tutti sapete (o almeno, dovreste sapere) Cubase ci....
Ah!! una piccola cosa a cui tengo molto, è che Cubase non si pronuncia così
come è scritto, OK?
Si pronuncia "Qbeis"!!!
Un'altra piccola precisazione, è che non reputo la gente ignorante, ma alcune
persone sò che
fanno di queste "bufalate". Nonostante io abiti in una zona montana,
non bisogna credere che
le bufalate provengano tutte da "montanari", OK? Non facciamo
generalismi.
Come tutti sapete (o almeno, dovreste sapere) Cubase ci dà la possibilità di
filtrare tutti i messaggi MIDI.
Certo...è possibile, quando uno sa dove "smanettare".
Se mi seguite nella lettura, vi spiegherò come fare.
Dal menu options

scegliamo MIDI Filter. Ecco come ci apparà la schermata:

Quì potete scegliere i messaggi da filtrare in uscita, in entrata, o in
entrambe.
Non solo.....Se volete filtrare uno dei 127 controlli della mappatura MIDI,
potete farlo.
Basta sceglierli nella parte Controller e (ciliegina sulla torta) non
solo: potete sceglierne 4!!!!
Vi basta? Ma ancora non è finita!!!
Potete scegliere anche il canale/i in cui deve agire il filtro.
MA NON E' FANTASTICO TUTTO CIO'????
E' perciò logico che se si ha selezionato la casella Sysex, è
praticamente impossibile leggere e
trasmettere i messaggi di sistema esclusivo (Sysex).
Questo fatto è particolarmente importante per chi usa Cubase per immagazzinare
i propri banchi suoni!!!!!!
OCCHIO!!!!!!
Spero che chi mi ha chiesto mille volte la stessa cosa, riesca finalmente a
capire!!!!!
2. Incompatibilità sulla mappatura delle batterie
Anche questo è un altro punto in cui molti si bloccano.
Mi diverte il fatto che molti che si ritenevano dei maghi di Cubase (magari
solo perchè sapevano fare
un semplice "copia-incolla"), passano ore a rimappare tutte le note
di batteria, con la possibilità
di sbagliare.
Innanzitutto, bisogna capire che "NON SI SMETTE MAI DI IMPARARE".
Anch'io, dopo 10 anni di Cubase, imparo sempre cose nuove.
Veniamo a noi e come risolvere il nostro problema.
Ammettiamo che abbiamo un MIDI FILE che è stato concepito per una tastiera
non mappata in GM,
e vogliamo riprodurlo su una tastiera in GM.
Molto semplice:
Prima di tutto vediamo di creare la nostra mappatura.
Clicchiamo sulla casella C e variamo la classe della traccia.

Per il nostro caso specifico, dovremo scegliere la classe Drum.
Se osserviamo l'immagine, la classe che ci interessa è la Drum Track.
La casella C apparirà così:

Come potete notare, il simbolo di "nota" è stato sostituito dal
simbolo "bacchetta".
Questo simbolo stà ad indicare che la traccia è di tipo "drum".
Creiamo una parte e poi facciamo un double-click sulla parte appena creata.
In alternativa, scegliere Drum dal menu Edit.
La schermata che ci apparirà sarà pressapoco così:

dove abbiamo:
|
Drum Name |
nome del suono ritmico |
|
Q |
valore di quantizzazione |
|
I-Note |
valore di nota in entrata |
|
Len |
lunghezza della nota percussiva |
|
O-Note |
valore di nota in uscita |
Settiamo per ogni suono ritmico i valori di entrata e di uscita.
Se ad esempio abbiamo un MidiFile che ha un settaggio GM,
e vogliamo settare le casse (E0-C1) su C3 e D4,
sceglieremo la nota di input E0 e setteremo l'uscita su C3.
Allo stesso modo sceglieremo la nota di input C1 e setteremo l'uscita su D4.
Tutto chiaro?
Aquesto punto non ciresta che salvare la nostra Drum Map per riutilizzarla
tutte le volte che ci servirà.
Scegliamo Salva dal menu File e scegliamo Drummap.

Un consigli spassionato è quello di scegliere dei nomi che ci faranno capire
subito di cosa si tratta.
3. Ripetizione di parti ed edit generale
A volte si sente la necessità di creare delle parti ripetitive per tutto il
brano (soprattutto per la dance).
Una semplice copia fisica può andare bene, ma se poi cambiamo idea e decidiamo
di variare qualcosa,
dobbiamo cancellare tutte le parti e sostituirle con quelle nuove.
Si può anche fare così, ma vi assicuro che sarebbe solo tempo perso: per chi
deve lavorare contro il tempo,
questo è un problema moooooolto importante.
Se mi seguite nella lettura delle prossime righe, vi spiegherò il famoso
"trucco del nonno".
Esistono 2 tipi di "parti": la "parte normale" e la
"parte ghost".

La prima è una "parte normale" e la seconda è una "parte
ghost".
Che differenza c'è?
La "parte normale" ci dà la possibilità di editare solo la parte selezionata:
eventuali copie, resteranno invariate.
La "parte ghost" ci dà la possibilità di editare la parte originale o
la "parte ghost" stessa, variando tutte le copie
delle stesse.
Attenzione però....quando chiuderemo la finestra ci verrà chiesto se vogliamo
trasformare la "parte ghost" in
"parte normale". Se rispondiamo di si, non potremo più usufruire di
questa comodità di editing.
Il mio consiglio è quello di rispondere sempre di no, finchè non si è finito il
brano.
Come diceva un famoso personaggio TV di qualche anno fa: "provare per
credere".
4. scomodità di lavoro con il mouse e la tastiera del computer
Molti non sanno che Cubase ci dà la possibilità di creare un controllo remoto
utilizzando la Master Keyboard.
Dal menu Options scegliamo Remote Control.

Ecco quà un bel telecomando che ci dà la possibilità di fare alcune
operazioni senza toccare il computer.
Nell'immagine possiamo notare che il Remote Key è C6.
Se noi sulla tastiera premiamo C6 e poi A#5, Cubase attivera il playback del
brano.
Attenzione a:
- I tasti di comando sono personalizzabili
- Utilizzare tasti che si è sicuri di non premere assieme al tasto remote,
durante il brano.
Faccio un esempio per quest'ultimo punto.
Se durante il brano avremo un accordo con C6 e A5, Cubase attiverà la
registrazione.
Perciò:
- Scegliere accuratamente i tasti di controllo
- Disattivare il telecomando durante l'ascolto
5. creare un effetto delay per improvvisazioni live
Prima di tutto diciamo che Cubase ci da molte possibilità per le nostre
performance.
Per creare un effetto delay, selezioniamo MROS dalla casella Output.
![]()
Dal menu options scegliamo MIDI Processor.

Cliccate su quadratino Active e selezionate gli Input e gli output secondo
le vostre esigenze.
Fatto? Provate a suonare: che ve ne pare?
Smanettate sui controlli per variare il dosaggio dell'effetto.
Se si suona un pezzo in una tonalità, e si desidera trasporre il pezzo in
un'altra tonalità,
basta agire sulla finestra di inspector

Agiamo sul parametro Transp.
Lezione 3:
ancora piccoli suggerimenti.
Eccoci al terzo appuntamento del corso intensivo di Cubase, il magnifico
programma della Steinberg.
Questa volta voglio affrontare 4 argomenti che di solito ci procurano un
forte mal di testa.
I 4 punti critici sono:
1. crearsi una song personalizzata
2. incompatibilità di lettura tra computer e versioni varie di Cubase
3. velocizziamo le nostre operazioni
4. quantizziamo in modo automatico
Vediamoli nei dettagli uno ad uno.
1. crearsi una song personalizzata
Quando lanciamo Cubase, viene lanciata una Song di default che contiene i
settaggi standard.
Non sempre però sono di nostro gradimento.
Spesso e volentieri dobbiamo risettare questi parametri.
Vediamo ora un piccolo trucchettino per evitare di dover rimappare sempre
tutto.
Bisognerà crearsi una Song che conterrà i settaggi che desideriamo.
La chiameremo AUTOLOAD, e dovrà essere posto nella cartella dove è
contenuto Cubase.
Se proviamo a dare una sbirciatina all'interno di questa cartella, vedremo che
esiste già una Song chiamata
AUTOLOAD. Basterà sostituirla con la nostra.
I soliti fifoni di turno, avranno sicuramente paura di fare questa operazione.
Non dovete avere paura, fatelo: non succede nulla di grave.
Le versioni vecchie di Cubase, non contengono la Song AUTOLOAD, ma un
arrangement chiamato DEF.ARR,
ma il procedimento rimane uguale. Dovremo solo creare un arrangement chiamato DEF.ARR
e sostituire l'originale.
Se avete ancora paura e non vi fidate di quello che dico, no problem.
A questi scettici consiglio allora di di creare una Song e farsi i settaggi.
Una volta fatto questo, salviamola sulla scrivania e chiamiamola pure PINCO
PALLINO.
In questo caso però, se lanciamo Cubase, verrà lanciata la Song AUTOLOAD.
Per evitare questo inconveniente,
lanciamo direttamente la Song PINCO PALLINO, con un semplice
double-click sull'icona del file.
Chiaro?
La mia mente contorta, mi porta a sconvolgere tutte le mie attrezzature. Dai
synth ai programmi, dai processori di effetto al computer, ecc.
Mi sono creato 2 Song: Una contiene i settaggi per quando devo creare una base
in GM, e l'altra contiene delle parti
già pronte per l'uso, con tanto di sequenze. Quest'ultima la uso quando devo
creare una base dance.
2. incompatibilità di lettura tra computer e versioni varie di Cubase
Quì bisogna distinguere bene i casi.
Prima di avventurarci a consegnare una Song al nostro amico, assicuriamoci che
abbia la stessa identica versione di Cubase. Al limite potrebbe averne anche
una versione più recente, ma se apporta delle modifiche e poi salva ancora in
formato Song, non la potrete più leggere, ma la leggerà solo lui.
Il formato che ci rende compatibili al 10000% è il formato Midifile.
Se vogliamo passare da un Mac ad un PC, assicuriamoci di aggiungere
l'estensione al file, altrimenti il PC non la potrà riconoscere automaticamente
(a meno che non si aggiunga l'estensione in un secondo momento).
Per i PCnomani spiego meglio.
Il Mac non salva il file con l'estensione, a meno che non glielo diciamo noi.
Il PC mi risulta (a meno di smentite) che salvi sempre con l'estensione.
Prendetela però con le pinze.
3. velocizziamo le nostre operazioni
Per chi (come me) deve lottare contro il tempo, diventa importante l'uso di
tutti gli espedienti possibili per velocizzare il nostro lavoro. Ecco perchè
uno deve cercare di accumulare più scorciatoie possibili, con la costanza,
l'esperienza e la sperimentazione.
La scorciatoia che uso di più, è quella di intervenire nell'inspector Bar tutte
le volte che posso.
|
|
SE NON SI VEDE |
|
Quì effettuo tutte le modifiche immettendo nei campi appropriati i valori
voluti.
Una volta finito il mio lavoro, Scelgo la funzione FREEZE PARAMETER dal
menu FUNCTION.
Quando invece devo copiare grosse quantità di parti su più tracce in modo
omogeneo ed in blocco, pongo i 2 Locator LEFT e RIGHT ai bordi
delle parti da copiare e poi mi seleziono nel punto esatto della canzone in cui
voglio che vengano incollate le suddette parti. Per fare questo, premo il tasto
P sulla tastiera e poi digito il valore voluto.
A questo punto scelgo la funzione COPY RANGE dal menu STRUCTURE.
4. quantizziamo in modo automatico
Molti non sanno che si può quantizzare in modo automatico ed immediato. Tengo
sottinteso che tutti sappiamo che cos'è la quantizzazione, e passo a spiegarvi
la procedura che risulta assai complicata e laboriosa. Solo qualche raro genio
riesce a capirla al volo, quindi fate attenzione....
Scegliete il valore di quantizzazione e cliccate su AQ. Finchè questo
bottone rimarrà acceso, tutto quello che si suonerà in fase di registrazione,
verrà quantizzato automaticamente.
Stop! Tutto quì!!! Vi è piaciuto lo scherzo??
Dopo questo scherzo del cavolo, vi saluto e vi rimando alla prossima volta.
Spero di esservi stato d'aiuto anche questa volta.
Prima di lasciarvi, vi consiglio di leggere anche l'altro articolo su Cubase
dove tratto un argomento interessante: la creazione di una base in GM con tanto
di settaggio.
Lezione 4:
Creiamo un midifile in GM.
Eccoci al quarto appuntamento del corso intensivo di Cubase, il magnifico
programma della Steinberg.
Questa volta vedremo come creare un midifile in General MIDI (GM).
Prima di cominciare volevo chiarire una cosa in cui tutti cascano: Midifile è
una cosa, e Midifile in GM è un altra.
Come saprete il midifile è un formato musicale multipiattaforma. Il Midifile in
GM è un formato speciale per gli strumenti che riportano il simbolo
GeneralMIDI. Ora c'è la possibilità del GM2 (GeneralMIDI esteso) e del XG.
Prima di procedere con il tutorial, vi consiglio di leggervi il tutorial sui
consigli pratici (lezione 3). Chi l'ha già
fatto, continui pure la lettura.
Lanciamo Cubase (ma dai......) e controlliamo la funzione MIDI Filter
dal menu OPTION.
Se avete seguito il mio consiglio, avrete sicuramente eliminato il filtro dei
SYSEX.
Ricordo che è di vitale importanza eliminare questo filtro, altrimenti certe
basi non suoneranno come dovrebbero.
Secondo lo standard delle basi in GM usato attualmente, ci sono dei canali
appositi per certi strumenti.
Il MIDI 1 è di solito dedicato ai messaggi di sistema eslusivo (sysex) e ad
eventuali testi.
Il MIDI 2 è usato per le parti di basso, il MIDI 4 per il canto (o melodia), il
MIDI 5 per i cori (vocalist).
Settando il proprio vocalist sul canale MIDI 5, avremo dei cori impostati in
modo automatico.
Il MIDI 10 è usato sempre dalla batteria. Le basi più professionali, usano il
MIDI 10 per le parti di cassa e rullante,
lasciando le restanti parti percussive al cannale MIDI 11.
Questo ci fa capire che non è impossibile farlo (come molti credono).
Esagerando, potremo anche avere tutti e 16 i canali MIDI impostati su tracce di
batteria.
Un buon programmatore di basi, dovrebbe conoscere a memoria tutti i
controlli ed il relativo numero.
Una volta si recitavano a memoria le formazioni delle proprie squadre di
calcio. Era una cosa normalissima sentire
la solita litania "Sarti, Burgnich, Facchetti,....". Un MIDImaniaco
(come me) dovrebbe invece recitare "0 Bank select MSB, 1 Modulation Wheel,
2 Breath control,..."
Non serve essere un MIDI maniaco per sapere che non tutti i 128 controlli hanno
una mappatura standard, ma solo
alcuni. I restanti sono stati lasciati generici per lasciare la possibilità di
essere mappati da ogni singola marca, per alcuni parametri interni dei propri
moduli sonori.
Per creare il nostro Midifile, dovremo fare in modo che lo strumento si
imposti in maniera automatica in modo GM.
Per fare questo, creiamo unaparte di una battuta (bar).
Ormai siete degli esperti di Cubase e saprete sicuramente come fare, ma per i
più cocciuti (o meno esperti), spiegherò
il procedimento. Esistono tre modi diversi per fare questo:
1. Impostare il Left Locator (L) su 1 ed il Right Locator (R) su 2, e fare
un double-click all'interno dei 2 Locator.
2. Impostare il Left Locator (L) su 1 ed il Right Locator (R) su 2, e scegliere
create part dal menu Structure.
3. Scegliere lo strumento matita dal tool box, e disegnare una parte lunga una
battuta.
Una volta creata la parte, scegliere List
(o Grid, dipende dalla versione di Cubase) dal menu Edit.
Dal menu a comparsa che vedete in figura, scegliere Sysex data.

Selezionare lo strumento pennello e creare un evento cliccando in prossimità
del primo movimento.
Facendo un double-click sul valore di Position, digitare "1.1.40"
Fare quindi un double-click sulla scritta "F0,00," sotto il menu
Comment.

Apparirà la scritta "F0,00,F7".
"F0" indica l'inizio della stringa e "F7" indica la fine
della stessa.
Se per caso vi trovaste a immettere qualche valore errato e non vi fosse
concesso di uscire dalla stringa, digitate semplicemente "F0,00,F7",
ed il problema si risolverà.
Torniamo a noi.
Sostituiamo lo "00" con "7E,7F,09,01" in modo che la
scritta finale sia "F0,7E,7F,09,01,F7".
In questo modo lo strumento si posiziona in GM.
Dobbiamo ora resettare il modo GS. Per farlo, creiamo una nuova stringa Sysex e
posizioniamola su "1.1.60".
Selezioniamo il commento della stringa e sostituiamo lo "00" con
"41,10,42,12,40,00,7F,00,41" in modo che la
scritta finale sia "F0,41,10,42,12,40,00,7F,00,41,F7".
Adesso che abbiamo settato in GM tutto lo strumento, agiamo su ogni singola
traccia.
Settiamo il canale MIDI 2 e poi copiamo le parti, effettuando le modifiche per
ogni parte specifica.
Creiamo quindi una parte sul canale MIDI 2 e procediamo come prima, solo che al
posto di "Sysex data", scegliamo
"Control change". Creiamo quindi un evento e posizioniamolo a
"1.1.96" in modo che dialoghi con lo strumento
dopo il settaggio in GM.
Nella colonna "Val1" imposteremo il valore di control change sul
quale intervenire.
Per prima cosa dobbiamo portare il suono ai valori di default. Per fare questo,
usiamo il control change n°121
(Reset ctrl).
Da questo momento, ogni nuovo evento lo distanziamo di 40 ticks (abbiamo una
battuta intera, evitiamo quindi di ammassare troop i dati)..
Adesso non ci resta che scegliere il banco e la variazione dove è contenuto il
suono desiderato.
Sappiamo che per fare questo ci sono 2 controlli : cc 0 (Bank sel MSB) e
cc 32 (Bank sel LSB).
Creiamo 2 nuovi eventi che conterranno nella colonna "Val1" i valori
"0" (uno) e "32" (l'altro).
Nella colonna "Val2" immetteremo i valori di banco appropriati
(consultare il manuale del vostro strumento).
Adesso dobbiamo scegliere il suono da utilizzare. Scegliamo "Program
Change" al posto di "control change" e creiamo
un nuovo evento. Nella colonna "Val1" immettiamo il valore
desiderato.
PS: alcune tastiere partono con la numerazione da 0. Comportarsi di
conseguenza, aumentando di 1 il valore da immettere in Cubase.
Una volta settato il suono, scegliamo il valore di volume. Al posto di
"Program change", scegliere "control change".
Creiamo un nuovo evento e sccegliamo il cc 7 (Main volume) ed impostiamo
nella colonna "Val2" il valore desiderato.
Settiamo il valore di Panpot (cc 10).
|
VALORE |
POSIZIONE STEREO |
|
0 |
tutto a sinistra |
|
64 |
centrale |
|
127 |
tutto a destra |
Creiamo ora dei nuovi eventi per cc 11 (Expression), cc 91
(Fx1 Depht) e cc 92 (Fx2 Depht).
Nella colonna "Val2" immettere i valori desiderati.
Uscire dalla finestra e duplicare la parte appena creata per il numero di
strumenti desiderati.
Visto il lavoro laborioso che abbiamo fatto in fase di settaggio, vi
consiglio di crearvi una cong di mappatura da utilizzare come base ogni volta
che intendete crearvi un midifile in GM.
Per una descrizione più accurata su come fare, leggere il capitolo 3
"consigli pratici 2".
Eccoci giunti al termine di questo tutorial.
Non vi resta altro che crearvi le sequenze MIDI.
Lezione 5
Vi daròaltri 10 trucchi che ho preso in prestito dalle vostre numerose
domande, alle quali ho già risposto privatamente. Colgo l'occasione di renderle
pubbliche, scrivendo un articolo.
1. Come faccio a creare un effetto eco in un
midifile?
Creiamo una o più copie della traccia da effettare e settiamo il volume ad
un valore minore dell'originale.
Se le copie sono più di una, daremo un valore di volume, a scalare.
Settiamo poi i valori di Delay (ritardo) desiderati nella apposita casella.
Una volta ottenuto l'effetto voluto, sceglieremo Freeze Play Parameter
dal menu Function.
Questo per salvare il nostro settaggio nel MIDIfile finale.
Per dare un tocco di classe al nostro lavoro, setteremo diversi valori di
panpot per sfruttare il campo
stereo e dare un effetto reale al nostro Eco.
2. Come mai, l'audio che sento in Cubase, è tutto
accelerato?
Semplicemente perch l'audio, la scheda, o Cubase, non sono settati in
maniera corretta.
Se ad esempio lavoriamo con un file audio campionato a 44100 Hz a 16 bit, i tre
elementi da me sopracitati,
dovranno essere settati con valori uguali. Se questo non avviene, si avrˆ una
riproduzione errata dell'audio.
3. Come posso sovrapporre una base audio di
percussioni, inserendola con lo stesso BPM del brano?
Innanzitutto, bisognerˆ effettuare un taglio preciso dell'audio.
Una volta che tagliato perfettamente il groove, procedere in questo modo:
Importare il file in Cubase ed aprire l'Audio Editor facendo un double-click
sulla parte creata.
Selezionare un valore di Snap pari a "1" e zoommare per avere
una miglior visibilitˆ.
Selezionare tutto il campione ed usare il puntatore per draggare da sinistra
verso destra sulla RulerBar.
Si dovrebbe annerire la parte selezionata. Selezionare il numero di quarti pari
alla lunghezza del campione.
Si illuminerˆ la spia del "LOOP". Scegliere (dal menu a
tendina "DO") la voce "Fit Event to Loop Range".
Cubase adatterˆ il campione alla nostra selezione.
A questo punto ci si presenteranno due possibilitˆ: "Audio" e
"Tempo".
"Audio" effettua un Timestrech: allunga o accorcia il campione
lasciano inalterato il tono.
"Tempo" aumenterˆ la velocitˆ della Song di Cubase,
adattandola alla velocitˆ del campione.
Quello che ci interessa, quindi il primo, e cio "Audio".
Mi raccomando......
Attenzione ad una cosa, per˜....
Il Timestretch un'operazione distruttiva. Fare attenzione perci˜ di avere una
copia del campione sul HD.
4. Esiste un sistema per cancellare le note doppie
all'interno di un arrangiamento?
Certo. Basta selezionare le parti da esaminare e scegliere "Delete
Double Note" dal menu Function.
5. Che differenza c' tra il control 0 ed il control
32?
Il CC#32 serve per selezionare i vari banchi dello strumento, mentre il CC#0
serve per selezionare le variazioni
timbriche all'interno del banco.
6. Ho inserito vari settaggi all'interno del
MIDIfile, ma ogni volta che salto da un punto all'altro dell'arrangement,
mi ritrovo con i settaggi sfasati. Come posso fare per risolvere il problema?
Selezionando la voce "Chase Events" dal menu Function,
avremo sempre i settaggi aggiornati, anche se salteremo
da un capo all'altro del arrangement.
7. Si pu˜ variare la sensibilitˆ del Pitch Bend via
MIDI?
Certo.
Basta settare come segue, i seguenti controller:
CC#101 = 0
CC#100 = 0
CC#6 = n¡ semitoni desiderati
8. Come faccio a loopare velocemente una parte?
Selezioniamo la parte da loopare e poi premiamo ALT-P.
A questo punto, i Locator (L&R) si collocheranno all'inizio ed alla fine
della parte selezionata.
Premiamo ora il tasto " / " per attivare il Loop.
9. Si posso simulare via MIDI, i controlli di CUTOFF
e RESONANCE dei vecchi Synth?
CC#71 = resonance
CC#74 = cutoff
I maniaci dei parametri NRPN, potranno utilizzare
MSB 1 e LSB 32 + data entry per il cutoff e MSB 1 e LSB 33 + Data entry per la
resonance.
10. Con che criterio si impostano i messaggi LSB e
MSB?
In ogni manuale (di solito quello in Inglese), esistono le classiche tabelle
che contengono le stringhe di messaggi
escluvi e la tabella di implementazione MIDI, con tutti i numeri di controlli
specifici.
Quasi tutti i musicisti, non la degnano neppure di uno sguardo: male!!!!
Una volta rintracciato il parametro che ci interessa, utilizzeremo i valori
riportati in tabella.
CC#99 = valore MSB richiesto
CC#98 = valore LSB richiesto
CC#6= valore voluto
Il CC#99 viene sempre abbinato ad un CC#98, per intervenire sui parametri
interni del modulo sonoro.
Il CC#6 serve per variare il parametro scelto.
Lezione
6: livelliamo il volume generale dei MIDI file
Ciao a tutti, dopo molto
tempo riprendo i miei articoli su Cubase, anche perché molti hanno insistinto.
Eccoci qui in diversa sede, più comoda, più spaziosa e più accogliente.
Questa volta trattiamo un
argomento che per molti di voi è un cruccio spaventoso:
Livellare i volumi dei MIDI
file, rendendoli tutti omogenei.
Per i più esperti è una
cavolata e già me li immagino mentre si sganassiano dalle risate, ma per chi si
affaccia da poco a Cubase, la cosa risulta spinosa e di difficile risoluzione.
Dunque….innanzitutto
lanciamo Cubase (ma dai……) ed importiamo il MIDI file incriminato.
Ora veniamo al dunque e facciamo il punto sulla situazione.Cosa dobbiamo fare
col MIDI file? Alzare il volume? Oppure abbassarlo?
Una volta deciso, chiariamo un concetto che (per esperienza) mi risulta non sia
chiaro a tutti.
Per abbassare il volume di
una traccia, agisco sulla Velocity o sul Volume?
Ricordo che sono 2 concetti totalmente diversi.
Infatti, una cosa è il Volume (cc#7) che corrisponde ad uno slider di un
mixer virtuale ed un’altra cosa è la Velocity (più comunemente chiamata tocco
o dinamica).
Per chiarire ulteriormente, potrei fare l’esempio banale del microfono:
Il volume della nostra voce è la Velocity ed il gain del mixer
(al quale è collegato il microfono) è il Volume.
Altra cosa da tener conto,
è che spesso e volentieri, la Velocity influisce anche sulla timbrica
del suono e quindi influenza anche la natura del suono. Infatti, molti sono i
suoni che a seconda della dinamica, con la quale suoniamo la tastiera, mutano
(ad es: apertura o chiusura del filtro), anche se spesso lo fanno
impercettibilmente.
Ci sarebbe il controllo di Expession (cc#11), ma quello è meglio
utilizzarlo per altri effetti molto più interessanti e "tosti".
Quindi, concentriamo la nostra mente sul controllo di Volume.
Innanzitutto selezioniamo
la parte che ci interessa modificare (se è un medley) ed usiamo un funzione
potentissima di Cubase: il Logical Editor.
Per chi è alle prime armi,
risulterà assai difficile comprendere tutte quelle voci che vedrete, ma vi
assicuro che con l’esperienza, avrete in mano un aiuto potentissimo e del quale
non riuscirete più a farne a meno.
Altra cosa da precisare, è
che il Logical Editor è anche un’arma a doppio taglio se utilizzato
male.
Ma dove stà ‘sto cacchio di Logical Editor, che è mezz’ora che ce ne
parli? :o)))
Presto detto: menu function — logical editor.
Ora, supponiamo di voler
diminuire il volume di 15. Per farlo, settiamo i valori del Logical Editor
come nella figura di esempio.

PS:
chi utilizza PC avrà una grafica diversa da quella in figura, ma le voci sono
le stesse.
Analizziamo le varie voci.
Dunque….Cubase interpreterà così il settaggio:
Cerca ogni (filter) cc#
(event Type) di tipo 7 (Egual — Value 1) di tutti i canali selezionati (Ignore
— Channel) e diminuiscine (Minus - punto 1) di yn valore pari a 15 (Value 2 — punto
2) e trasformalo (sezione Functions) senza quantizzarlo (quantize off).
A questo punto, cliccate su
DO IT ed il processo di editing sarà completato.
Se vi piace la pappa sempre
pronta (ahahah), eccovi i settaggi per aumentare e diminuire il volume, già
belli e pronti per essere utilizzati.
Per utilizzarli, basta inserire la cartella MIEI (o anche solo i preset)
nella cartella LOGICAL PRESET presente nella cartella di Cubase, per
poterli richiamare direttamente da Cubase, dal sottomenu LOGICAL.
Seleziona le parti che vuoi editare e poi scegli i preset DECREMENTA o
INCREMENTA a seconda se vuoi diminuire o aumentare il volume generale.